Il mese di luglio 2026 apre una fase diversa dell’anno per gli studi odontoiatrici.
Dopo un primo semestre in forte crescita, con una progressione costante della percentuale di studi in target, luglio mostra una fotografia apparentemente più complessa: meno della metà del campione raggiunge il budget mensile, ma il fatturato medio complessivo supera comunque il target medio assegnato.
È proprio qui che il dato diventa interessante.
Luglio non può essere letto solo attraverso la percentuale di studi che hanno raggiunto il budget. Va interpretato insieme alla resa per riunito, al livello medio di raggiungimento degli studi fuori target e all’ambizione dei target assegnati.
In un mese che precede la pausa estiva, la capacità produttiva del campione resta elevata, ma il raggiungimento del budget diventa più selettivo.
Il risultato complessivo di luglio 2026
Nel mese di luglio 2026 il 48,28% degli studi odontoiatrici del campione ha raggiunto e superato il budget mensile, mentre il 51,72% non ha centrato l’obiettivo assegnato.
A prima vista, il dato sembrerebbe evidenziare una flessione importante rispetto ai mesi precedenti.
Nel 2026, infatti, il campione aveva mostrato questo andamento:
Gennaio 2026: 63% di studi in target
Febbraio 2026: 63% di studi in target
Marzo 2026: 70% di studi in target
Aprile 2026: 75% di studi in target
Maggio 2026: 82% di studi in target
Giugno 2026: 79% di studi in target
Luglio 2026: 48% di studi in target
La discontinuità è evidente.
Tuttavia, fermarsi a questa lettura sarebbe riduttivo.
Il target medio attribuito al campione nel mese di luglio è stato pari a 83.847 euro, mentre il fatturato medio realizzato è stato pari a 84.868 euro.
Questo significa che, pur con una maggioranza di studi formalmente fuori target, il campione nel suo insieme ha prodotto leggermente sopra il target medio assegnato.
La resa media per riunito è stata pari a 26.983 euro, un valore ampiamente superiore al benchmark dei 20.000 euro per riunito, generalmente utilizzato nel settore odontoiatrico come riferimento di eccellenza operativa.
Questo è il primo punto chiave: luglio non mostra una fragilità produttiva del campione, ma una diversa distribuzione delle performance.
Studi in target e studi fuori target
Analizzando il campione nel dettaglio, il 48,28% degli studi che ha raggiunto il budget lo ha superato mediamente del 20%.
Questa fascia aveva un target medio pari a 74.178 euro e ha realizzato un fatturato medio pari a 87.528 euro, con una resa media per riunito di 29.477 euro.
Si tratta di una performance molto elevata.
La fascia fuori target, pari al 51,72% del campione, ha invece raggiunto mediamente l’86% del budget assegnato.
Anche questo dato va letto con attenzione.
Gli studi fuori target avevano un target medio pari a 92.872 euro, quindi sensibilmente più alto rispetto alla fascia in target. Il fatturato medio realizzato è stato pari a 82.385 euro, con una resa media per riunito di 24.655 euro.
Questo significa che gli studi fuori target non sono studi improduttivi o in difficoltà strutturale. Al contrario, producono mediamente oltre 82.000 euro e mantengono una resa per riunito molto elevata.
Il mancato raggiungimento del budget, quindi, sembra dipendere più dall’ambizione dei target assegnati e dalla maggiore difficoltà del mese che da una reale debolezza produttiva.
Questa distinzione è centrale nel controllo di gestione odontoiatrico.
Uno studio può non raggiungere il budget e, allo stesso tempo, mantenere una performance economicamente solida. Per questo il budget non va mai letto da solo, ma sempre insieme alla resa per riunito, al fatturato medio, alla saturazione dell’agenda e alla qualità della pianificazione.
Analisi per tipologia di studio
Studi a 2 riuniti
Nel mese di luglio 2026 gli studi a 2 riuniti mostrano una buona tenuta complessiva.
Il 54,55% della categoria ha raggiunto e superato il budget, mentre il 45,45% non ha centrato l’obiettivo assegnato.
Gli studi in target hanno superato mediamente il budget del 26%. Gli studi fuori target hanno invece raggiunto mediamente l’84% del budget.
Il target medio complessivo della categoria era pari a 46.046 euro, mentre il fatturato medio realizzato è stato pari a 46.510 euro. La resa media per riunito è stata pari a 24.755 euro.
Anche in questo caso, quindi, la categoria nel suo insieme produce leggermente sopra il target medio assegnato.
Entrando nel dettaglio, gli studi a 2 riuniti che hanno raggiunto il budget avevano un target medio pari a 44.383 euro e hanno realizzato un fatturato medio pari a 55.221 euro, con una resa media per riunito di 27.610 euro.
Gli studi fuori target, invece, avevano un target medio più alto, pari a 49.360 euro, e hanno realizzato un fatturato medio pari a 42.656 euro, con una resa media per riunito di 21.328 euro.
Il dato è positivo.
Anche la fascia fuori target resta sopra i 21.000 euro per riunito, quindi sopra il benchmark di riferimento del settore odontoiatrico.
Per gli studi a 2 riuniti, luglio non evidenzia una criticità produttiva. Evidenzia piuttosto la necessità di migliorare la continuità della pianificazione e la capacità di trasformare una buona produzione in pieno raggiungimento del budget.
La categoria conferma una caratteristica già osservata nei mesi precedenti: i modelli più snelli possono essere molto efficienti, ma restano sensibili alla saturazione dell’agenda e alla costanza nella chiusura dei piani di cura.
Studi a 3 riuniti
Gli studi a 3 riuniti mostrano a luglio una dinamica più delicata rispetto al mese precedente.
Il 42,86% della categoria ha raggiunto e superato il budget, mentre il 57,14% non ha centrato il target assegnato.
Gli studi in target hanno superato mediamente il budget del 12%, mentre gli studi fuori target hanno raggiunto mediamente l’84% dell’obiettivo.
Il target medio complessivo della categoria era pari a 83.923 euro. Il fatturato medio realizzato è stato pari a 81.592 euro, con una resa media per riunito di 27.197 euro.
Il dato va letto con equilibrio.
Da una parte, la percentuale di studi fuori target è significativa. Dall’altra, la resa per riunito resta molto elevata.
Gli studi a 3 riuniti che hanno raggiunto il budget avevano un target medio pari a 84.648 euro e hanno realizzato un fatturato medio pari a 94.020 euro, con una resa media per riunito di 31.340 euro.
Gli studi fuori target avevano un target medio pari a 83.379 euro e hanno realizzato un fatturato medio pari a 72.271 euro, con una resa media per riunito di 24.090 euro.
Il confronto con giugno è inevitabile.
A giugno 2026 gli studi a 3 riuniti avevano rappresentato una delle categorie più forti del campione, con l’85,71% degli studi in target e una fascia fuori target praticamente allineata al budget, con un raggiungimento medio pari al 99%.
A luglio, invece, la categoria perde continuità nel raggiungimento dell’obiettivo.
Non perde però efficienza produttiva.
La resa media per riunito resta pari a 27.197 euro e anche la fascia fuori target mantiene una resa superiore ai 24.000 euro.
Questo significa che il tema non è la capacità produttiva della categoria, ma la tenuta della pianificazione in un mese che precede la pausa estiva.
Gli studi a 3 riuniti restano una delle configurazioni più efficienti del campione, ma luglio dimostra che anche le categorie storicamente più solide possono mostrare discontinuità quando la programmazione dell’agenda, la chiusura dei piani di cura e la continuità operativa non sono pienamente presidiate.
Studi a 4 riuniti
Negli studi a 4 riuniti luglio mostra una situazione di perfetto equilibrio: il 50% della categoria raggiunge e supera il target, mentre il restante 50% non lo raggiunge.
Gli studi in target superano mediamente il budget del 18%. Gli studi fuori target raggiungono invece mediamente l’87% dell’obiettivo assegnato.
Il target medio complessivo della categoria era pari a 112.549 euro, mentre il fatturato medio realizzato è stato pari a 114.709 euro. La resa media per riunito si attesta a 28.677 euro.
Anche in questo caso, quindi, il dato complessivo è positivo: la categoria supera il target medio assegnato e mantiene una resa per riunito molto elevata.
Gli studi a 4 riuniti che hanno raggiunto il budget avevano un target medio pari a 103.651 euro e hanno realizzato un fatturato medio pari a 122.402 euro, con una resa media per riunito pari a 30.600 euro.
Gli studi fuori target avevano invece un target medio più alto, pari a 121.446 euro, e hanno realizzato un fatturato medio pari a 107.016 euro, con una resa media per riunito pari a 26.754 euro.
Questo passaggio è molto importante.
La fascia fuori target produce mediamente oltre 107.000 euro e mantiene una resa per riunito superiore ai 26.000 euro. Non siamo quindi davanti a studi poco produttivi, ma a strutture con obiettivi più ambiziosi che non sono stati pienamente raggiunti.
Nei 4 riuniti ritorna un tema già emerso più volte nell’Osservatorio: al crescere della struttura aumenta anche la complessità gestionale.
La produttività c’è. La capacità economica è evidente. Ma il raggiungimento del budget dipende dalla capacità di governare agenda, saturazione dei riuniti, distribuzione dei carichi clinici, team e conversione dei piani di cura.
Luglio conferma quindi che gli studi a 4 riuniti hanno un potenziale molto elevato, ma richiedono una gestione più rigorosa per trasformare la capacità produttiva in pieno raggiungimento degli obiettivi.
Studi oltre i 4 riuniti
Le strutture oltre i 4 riuniti presentano una lettura solo apparentemente negativa.
Nel mese di luglio 2026 questa categoria non raggiunge formalmente il budget, attestandosi mediamente al 97% dell’obiettivo assegnato.
Il target medio era pari a circa 205.000 euro, mentre il fatturato medio realizzato è stato pari a circa 198.000 euro.
La resa media per riunito è pari a 33.056 euro, il valore più alto tra tutte le categorie analizzate nel mese.
Questo dato chiarisce bene il significato del risultato.
La categoria non raggiunge il budget, ma lo manca di pochissimo. Allo stesso tempo esprime la maggiore produttività per riunito del campione.
Il tema, quindi, non è l’efficienza produttiva. Il tema è l’altissimo livello dei target assegnati.
Nelle strutture più grandi il budget diventa necessariamente più ambizioso, perché deve tenere conto di una macchina organizzativa più complessa, di costi fissi più elevati, di una maggiore disponibilità di riuniti e di una più ampia capacità clinica.
Luglio mostra che queste strutture sono produttivamente molto forti, ma anche più esposte al rischio di non chiudere completamente l’obiettivo quando il mese presenta elementi di rallentamento operativo o minore continuità nella chiusura dei piani.
La dimensione, quindi, resta un vantaggio competitivo solo se accompagnata da una gestione estremamente precisa.
Luglio 2026 rispetto al primo semestre
Il confronto con i primi sei mesi dell’anno aiuta a comprendere meglio la natura del dato.
Da gennaio a giugno 2026 il campione aveva mostrato una crescita progressiva nella percentuale di studi in target:
Gennaio: 63%
Febbraio: 63%
Marzo: 70%
Aprile: 75%
Maggio: 82%
Giugno: 79%
Luglio, con il 48%, interrompe questa progressione.
Ma il giudizio non può fermarsi alla percentuale di studi che hanno raggiunto il budget.
Il target medio del campione è stato sostanzialmente raggiunto e superato, seppur di poco. La resa media per riunito si è attestata a 26.983 euro. Gli studi fuori target hanno comunque raggiunto mediamente l’86% dell’obiettivo, con una resa media pari a 24.655 euro.
Questi numeri raccontano un mese più selettivo, non un mese debole.
Rispetto al primo semestre, luglio evidenzia una maggiore difficoltà nel raggiungimento formale del budget, ma non una perdita di efficienza produttiva.
È una differenza sostanziale.
Il budget misura il raggiungimento di un obiettivo. La resa per riunito misura la qualità dell’utilizzo della struttura.
A luglio la prima metrica peggiora, ma la seconda resta molto forte.
Confronto con luglio 2025
Il confronto con luglio 2025 conferma ulteriormente questa lettura.
A luglio 2025 il 62,07% degli studi aveva raggiunto il budget. Il dato percentuale era quindi migliore rispetto al 48,28% registrato a luglio 2026.
Tuttavia, luglio 2026 mostra una maggiore qualità produttiva media.
Il dato complessivo del campione evidenzia una resa media per riunito pari a 26.983 euro, mentre anche gli studi fuori target mantengono una resa media pari a 24.655 euro.
Questo significa che il confronto anno su anno non può essere letto solo sulla percentuale di studi in target.
Nel 2025 luglio aveva rappresentato una ripresa dopo il calo di giugno. Nel 2026 luglio arriva invece dopo un primo semestre molto più forte, con maggio e giugno rispettivamente all’82% e al 79% di studi in target.
È quindi probabile che il dato di luglio 2026 risenta anche di target più ambiziosi e di una diversa base di confronto interna.
Il punto da osservare non è soltanto quanti studi hanno raggiunto il budget, ma quanto producono gli studi che non lo raggiungono.
E qui luglio 2026 offre un segnale molto chiaro: anche la fascia fuori target produce su livelli elevati.
La lettura gestionale del mese
Luglio 2026 ci ricorda un principio fondamentale del controllo di gestione odontoiatrico: il budget non va interpretato in modo isolato.
Se leggessimo solo il 48,28% di studi in target, il giudizio sarebbe negativo.
Ma questa lettura sarebbe incompleta.
Il campione ha realizzato un fatturato medio superiore al target medio assegnato. La resa media per riunito è stata pari a 26.983 euro. Gli studi fuori target hanno comunque raggiunto l’86% del budget e hanno prodotto con una resa media di 24.655 euro per riunito.
Questi dati non descrivono un sistema fragile.
Descrivono un sistema più esigente.
Nel 2025 il benchmark dei 20.000 euro per riunito rappresentava un riferimento da raggiungere e consolidare per molte strutture. Nel luglio 2026, invece, tutte le categorie analizzate mostrano rese medie superiori a questa soglia, anche nelle fasce fuori target.
Questo significa che il livello minimo di produttività del campione si è alzato.
Ma quando il livello produttivo cresce, cresce anche la qualità delle domande che il controllo di gestione deve porre.
Non basta più chiedersi se uno studio produce abbastanza.
Bisogna chiedersi se produce in modo coerente con la propria struttura, con i propri costi, con i propri obiettivi, con il proprio potenziale e con la sostenibilità del modello organizzativo.
Il ruolo del modello Win-Win
Luglio è un mese particolarmente utile per valutare la solidità del modello Win-Win.
Nei mesi che precedono la pausa estiva, gli studi che dipendono troppo dalla produzione episodica o dalla chiusura estemporanea dei piani di cura possono mostrare maggiore volatilità.
Gli studi che invece lavorano su prevenzione, follow-up, richiami programmati, continuità del paziente e pianificazione dell’agenda riescono a mantenere una base produttiva più stabile.
I dati di luglio mostrano proprio questo: la percentuale di studi in target si riduce, ma la resa media resta elevata.
Questo significa che la struttura produttiva non si è indebolita. Si è ridotta, piuttosto, la capacità di trasformare una buona produzione in pieno raggiungimento del budget.
Il modello Win-Win resta quindi centrale.
Vince il paziente, perché viene inserito in un percorso di cura più continuo, meno legato all’urgenza e più orientato alla prevenzione.
Vince lo studio, perché può costruire una produzione più prevedibile, una migliore saturazione dell’agenda e una maggiore stabilità economica.
Vince il team, perché lavora dentro un sistema più ordinato, meno esposto a picchi improvvisi e più sostenibile nel tempo.
Conclusione
Luglio 2026 non è un mese debole, ma un mese selettivo.
La percentuale di studi che raggiungono il budget scende al 48,28%, segnando una discontinuità rispetto al primo semestre. Tuttavia, il campione nel suo complesso realizza un fatturato medio superiore al target medio assegnato e mantiene una resa per riunito pari a 26.983 euro.
Anche gli studi fuori target non mostrano una fragilità produttiva: raggiungono mediamente l’86% del budget e registrano una resa per riunito pari a 24.655 euro.
Il dato più importante è proprio questo.
Luglio evidenzia una distanza tra raggiungimento formale del budget e qualità reale della produzione.
Il controllo di gestione serve esattamente a questo: evitare letture superficiali, distinguere tra calo produttivo e target ambiziosi, individuare dove la struttura sta realmente perdendo efficienza e dove, invece, sta semplicemente lavorando su obiettivi più sfidanti.
Il settore osservato continua a mostrare una buona maturità gestionale.
Ma luglio ricorda anche che la crescita non è mai automatica. Va governata.
Soprattutto nei mesi che precedono la pausa estiva, la differenza non la fa solo la capacità di produrre. La differenza la fa la capacità di pianificare, saturare e trasformare il lavoro clinico in risultato economico coerente con il budget assegnato.
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