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Febbraio 9, 2026

Gennaio 2026 e l’evoluzione degli studi odontoiatrici: quando la pianificazione batte l’improvvisazione

Il mese di gennaio 2026 si apre con risultati complessivamente molto positivi per il mondo odontoiatrico. Nonostante si tratti tradizionalmente di un mese di ripartenza dopo le festività natalizie, i…

Il mese di gennaio 2026 si apre con risultati complessivamente molto positivi per il mondo odontoiatrico. Nonostante si tratti tradizionalmente di un mese di ripartenza dopo le festività natalizie, i dati mostrano una buona capacità degli studi di trasformare l’attività clinica in produzione strutturata, confermando una maturazione progressiva del settore già osservata nel corso del 2025.

L’elemento più interessante non è soltanto il dato numerico in sé, ma la qualità delle performance raggiunte, che riflette un cambiamento sempre più evidente nel modo di organizzare il lavoro e pianificare l’attività clinica.

Risultato complessivo del campione

Nel mese di gennaio 2026 il 62,96% degli studi ha raggiunto l’obiettivo mensile, mentre il 37,04% non lo ha centrato.
Il dato percentuale è in linea con quello registrato a gennaio 2025, quando il 64,29% degli studi risultava in target.
La differenza sostanziale emerge però analizzando il livello di raggiungimento del budget.

Gli studi che hanno centrato l’obiettivo non si sono limitati a raggiungerlo, ma lo hanno superato con una media pari al 115,02%, quindi circa un +15% rispetto al target assegnato.
Gli studi che non hanno raggiunto il budget si sono attestati su una media di raggiungimento pari all’82,96%, mostrando comunque una discreta tenuta operativa.

Dal punto di vista economico, il fatturato medio degli studi in target è pari a 84.812,58 euro, contro i 67.397,47 euro degli studi fuori target.
La resa media per riunito conferma il divario qualitativo tra le due fasce: gli studi in target registrano una resa pari a 26.313,19 euro per riunito, mentre quelli fuori target si fermano a 19.233,21 euro, valore leggermente sotto il benchmark dei 20.000 euro ma comunque superiore alla soglia minima di sostenibilità.

Analisi per tipologia di studio

Studi a 2 riuniti
Gli studi a 2 riuniti mostrano una performance particolarmente brillante. Il 77,78% ha raggiunto il budget mensile, mentre il 22,22% non lo ha centrato. Gli studi in target hanno superato l’obiettivo con una media del +19,68%, mentre quelli fuori target si sono fermati a una media del 76,01% di raggiungimento.

Il fatturato medio degli studi che hanno raggiunto il budget è pari a 48.852,70 euro, contro i 34.786,25 euro degli studi che non lo hanno raggiunto. La resa per riunito evidenzia una netta differenza: 24.426,35 euro per gli studi in target, contro 17.393,13 euro per quelli fuori target.

Questa categoria conferma come un modello snello, se ben organizzato, possa generare risultati molto solidi. Al tempo stesso, emerge chiaramente quanto la perdita di saturazione dell’agenda incida in modo rapido e significativo sulle performance economiche.

Studi a 3 riuniti
Negli studi a 3 riuniti il 60% ha raggiunto il budget mensile, mentre il 40% non lo ha centrato. Gli studi in target hanno superato l’obiettivo con una media del +10,69%, mentre quelli fuori target hanno comunque raggiunto una media dell’85,57%.

Il fatturato medio degli studi in target è pari a 83.416,55 euro, contro i 73.976,50 euro degli studi fuori target. La resa per riunito resta elevata per entrambe le fasce: 27.852 euro per gli studi in target e 24.658,83 euro per quelli fuori target.

Anche gli studi che non hanno raggiunto il budget mantengono rese per riunito ampiamente sopra i 20.000 euro. Questo indica che la mancata chiusura del target non è legata a inefficienze operative, ma a obiettivi economici più ambiziosi e a una maggiore spinta produttiva rispetto al passato.

Studi a 4 riuniti
La categoria degli studi a 4 riuniti risulta esattamente divisa a metà. Il 50% degli studi ha raggiunto il budget, mentre il restante 50% non lo ha centrato. Gli studi in target hanno superato l’obiettivo con una media del +12,64%, mentre quelli fuori target si sono attestati su una media dell’84,41%.

Il fatturato medio degli studi che hanno raggiunto il budget è pari a 109.624,64 euro, contro i 76.074,86 euro degli studi fuori target. La resa per riunito evidenzia una forte differenza interna: 27.416,16 euro per gli studi in target, contro 19.018,72 euro per quelli fuori target.

In questa categoria emerge una netta divisione tra studi molto performanti e studi in difficoltà. A parità di dimensione, la differenza non è strutturale ma organizzativa. La gestione dell’agenda, la pianificazione dei flussi clinici e la capacità di mantenere una saturazione costante delle poltrone diventano fattori determinanti per il risultato economico finale.

Studi da 5 riuniti a salire
Le strutture più grandi confermano una performance molto solida. Il 100% degli studi ha raggiunto e superato il budget mensile, con un superamento medio pari a circa il +10%.

Il fatturato medio si attesta intorno ai 190.000 euro, mentre la resa media per riunito supera i 30.000 euro. In questo caso la dimensione diventa un vero vantaggio competitivo, quando supportata da una gestione strutturata e da una pianificazione efficace.

Confronto con gennaio 2025
Il confronto con gennaio 2025 evidenzia un dato chiave: la percentuale di studi in target è rimasta sostanzialmente stabile, ma è cresciuta in modo significativo la qualità della performance. Nel 2026 gli studi non solo raggiungono il budget, ma lo superano con maggiore decisione, mostrando rese per riunito più elevate e una migliore capacità di trasformare l’attività clinica in produzione programmata.

Il sistema non cambia nei numeri, ma evolve nella sostanza.

Il ruolo del modello Win-Win

Alla base di questa evoluzione si colloca un cambiamento di modello organizzativo. Sempre più studi stanno adottando un approccio basato su prevenzione e cura, abbandonando progressivamente una logica episodica o esclusivamente interventista.

Il modello Win-Win, fondato sulla presa in carico del paziente nel tempo, produce effetti concreti sia sul piano clinico sia su quello gestionale. La prevenzione consente un follow-up più strutturato, una pianificazione più stabile delle agende e una maggiore prevedibilità della produzione. Questo si traduce in una riduzione delle oscillazioni mensili e in una resa per riunito più elevata.

I dati di gennaio 2026 mostrano chiaramente che gli studi che lavorano secondo questa logica non dipendono esclusivamente dall’acquisizione di nuovi pazienti, ma riescono a valorizzare il paziente nel tempo, accompagnandolo in un percorso di cura coerente e programmato.

In questo senso il modello Win-Win funziona perché vince il paziente, che riceve cure pianificate e continuative, e vince lo studio, che lavora con agende più piene, più stabili e più sostenibili.

Conclusione
Gennaio 2026 conferma un settore odontoiatrico in evoluzione. I numeri restano stabili rispetto all’anno precedente, ma la qualità della performance cresce. La differenza non la fa più la dimensione dello studio, bensì il modello organizzativo adottato.

La pianificazione batte l’improvvisazione. La prevenzione e la cura, quando diventano il fulcro della gestione, non rappresentano solo una scelta etica e clinica, ma una vera leva economica e strategica per il futuro dello studio odontoiatrico.

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