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Ottobre 8, 2026

Settembre 2026 tra ripartenza lenta, budget ambiziosi e resa per riunito, il report del mese del controllo di gestione odontoiatrico

Il mese di settembre 2026 rappresenta uno dei passaggi più interessanti dell’anno per l’Osservatorio del Mondo Odontoiatrico. Dopo la pausa estiva, settembre avrebbe dovuto segnare la ripartenza piena dell’attività operativa…


Il mese di settembre 2026 rappresenta uno dei passaggi più interessanti dell’anno per l’Osservatorio del Mondo Odontoiatrico.

Dopo la pausa estiva, settembre avrebbe dovuto segnare la ripartenza piena dell’attività operativa degli studi. I dati, invece, restituiscono una fotografia più complessa: la resa per riunito resta elevata, ma la percentuale di studi che raggiunge il budget è sensibilmente più bassa rispetto ai mesi migliori del primo semestre.

Il punto centrale è proprio questo: settembre non evidenzia una crisi produttiva del campione, ma una ripartenza lenta e disomogenea nella capacità di raggiungere gli obiettivi assegnati.
Gli studi continuano a produrre con rese mediamente superiori al benchmark dei 20.000 euro per riunito, generalmente considerato nel settore odontoiatrico un riferimento importante di efficienza operativa. Tuttavia, una quota rilevante del campione non riesce a trasformare questa capacità produttiva in pieno raggiungimento del budget mensile.

Il risultato complessivo di settembre 2026
Nel mese di settembre 2026 il 37,93% degli studi odontoiatrici del campione ha raggiunto e superato il budget, mentre il 62,07% non ha centrato l’obiettivo assegnato.
Gli studi che hanno raggiunto il budget lo hanno superato mediamente del 28%.
Gli studi fuori target, invece, hanno raggiunto mediamente l’83% del budget assegnato.
Il target medio complessivo attribuito al campione è stato pari a 84.592,24 euro, mentre il fatturato medio realizzato si è attestato a 83.618,26 euro.
La resa media complessiva per riunito è stata pari a 26.021,44 euro.
Il primo dato da evidenziare è quindi la distanza tra raggiungimento del budget e qualità produttiva.
Se guardassimo solo la percentuale di studi in target, il giudizio sarebbe inevitabilmente critico. Solo il 37,93% del campione ha raggiunto l’obiettivo mensile.
Se però osserviamo la resa per riunito, il quadro cambia: il campione mantiene una produttività media elevata, ampiamente superiore alla soglia dei 20.000 euro.
La lettura corretta, quindi, non è quella di un settore che non produce. La lettura corretta è quella di un settore che produce, ma che a settembre fatica a raggiungere obiettivi mediamente ambiziosi.

Studi in target e studi fuori target

Entrando nel dettaglio, il 37,93% degli studi che ha raggiunto e superato il budget aveva un target medio pari a 79.107,06 euro.
Il fatturato medio realizzato da questa fascia è stato pari a 98.696,22 euro, con una resa media per riunito pari a 31.019,67 euro.
Si tratta di una performance molto forte, sia in termini di fatturato sia in termini di efficienza produttiva.
Il 62,07% degli studi che non ha raggiunto il budget aveva invece un target medio più alto, pari a 87.944,29 euro.
Il fatturato medio realizzato da questa fascia è stato pari a 74.403,98 euro, con una resa media per riunito pari a 22.967 euro.
Questo dato è fondamentale.
Gli studi fuori target avevano un obiettivo medio più ambizioso rispetto agli studi in target. Inoltre, pur non raggiungendo il budget, mantengono una resa per riunito superiore ai 22.900 euro.
Non siamo quindi davanti a studi improduttivi o strutturalmente fragili.
Siamo davanti a una fascia di studi che mantiene una buona capacità produttiva, ma che non riesce a colmare la distanza rispetto al budget assegnato.
E qui occorre essere chiari: il fatto che la resa per riunito sia buona non deve portare a minimizzare il dato. Il 62,07% di studi fuori target è una quota rilevante. Inoltre, un raggiungimento medio dell’83% non può essere considerato una distanza minima.
Settembre evidenzia quindi una criticità gestionale reale: la ripartenza post-estiva non ha avuto la stessa forza e la stessa diffusione osservate nei mesi migliori dell’anno.

Settembre 2026 nel contesto dell’anno
Per comprendere meglio il dato, è utile osservare l’andamento del 2026 fino a settembre.
Nei primi mesi dell’anno il campione aveva mostrato una progressione molto chiara:
Gennaio 2026: 63% di studi in target
Febbraio 2026: 63% di studi in target
Marzo 2026: 70% di studi in target
Aprile 2026: 75% di studi in target
Maggio 2026: 82% di studi in target
Giugno 2026: 79% di studi in target
Luglio 2026: 48% di studi in target
Agosto 2026: mese anomalo, senza target ordinario
Settembre 2026: 38% di studi in target
La traiettoria è evidente.
Il primo semestre aveva mostrato una crescita progressiva, culminata nei mesi di maggio e giugno. Luglio aveva già evidenziato una prima discontinuità, con una percentuale di studi in target scesa al 48%, pur in presenza di una resa media per riunito ancora elevata.
Agosto, per sua natura, non è stato un mese ordinario: non essendo stato attribuito un target mensile, gli studi hanno lavorato in funzione dei giorni effettivi di apertura e della pausa estiva.
Settembre avrebbe dovuto rappresentare il mese della ripartenza.
Invece, con il 37,93% di studi in target, conferma che la ripresa post-estiva è stata più lenta del previsto.
Il dato non racconta un indebolimento produttivo, ma racconta una difficoltà nella riattivazione piena del sistema: agende, accettazione dei piani di cura, continuità dei percorsi e capacità di trasformare la produzione in raggiungimento del budget.

Analisi per tipologia di studio

Studi a 2 riuniti
Negli studi a 2 riuniti il 45,45% del campione ha raggiunto e superato il budget, mentre il 54,55% non lo ha raggiunto.
Gli studi in target hanno superato mediamente il budget del 25%.
Questa fascia aveva un target medio pari a 39.497,23 euro, ha realizzato un fatturato medio pari a 47.911,75 euro e ha ottenuto una resa media per riunito pari a 23.956 euro.
Gli studi fuori target hanno invece raggiunto mediamente l’81% del budget.
Avevano un target medio pari a 51.383,46 euro, quindi sensibilmente più alto rispetto agli studi in target, e hanno realizzato un fatturato medio pari a 41.429,77 euro, con una resa media per riunito pari a circa 20.715 euro.
La lettura è chiara.
Anche la fascia fuori target mantiene una resa superiore ai 20.000 euro per riunito. Questo significa che la categoria non presenta una debolezza produttiva strutturale.
Tuttavia, il 54,55% di studi fuori target e un raggiungimento medio dell’81% indicano una difficoltà concreta nella piena chiusura degli obiettivi.
Negli studi a 2 riuniti settembre conferma quindi una buona tenuta produttiva, ma anche una fragilità nella capacità di trasformare una produzione sufficiente in pieno raggiungimento del budget.
La dimensione più snella continua a essere efficiente, ma resta molto sensibile alla continuità dell’agenda, alla conversione dei piani di cura e alla rapidità con cui lo studio riesce a ripartire dopo la pausa estiva.

Studi a 3 riuniti
La categoria degli studi a 3 riuniti è quella che presenta il dato più pesante del mese.
Solo il 14,29% del campione ha raggiunto e superato il budget, mentre l’85,71% non ha centrato l’obiettivo assegnato.
Gli studi in target hanno superato il budget in modo eclatante, con una media pari al +60%.
Il target medio attribuito a questa fascia era pari a 74.000 euro, mentre il fatturato medio realizzato è stato pari a 120.000 euro. La resa media per riunito è stata pari a 39.600 euro.
Si tratta di una performance estremamente elevata.
Tuttavia, il dato va letto insieme alla fascia fuori target.
L’85,71% degli studi a 3 riuniti non ha raggiunto il budget e si è fermato mediamente all’84% dell’obiettivo. Il target medio era pari a 82.000 euro, il fatturato medio realizzato è stato pari a 69.400 euro e la resa media per riunito è stata pari a 23.138 euro.
Anche qui la resa per riunito resta superiore al benchmark dei 20.000 euro. Quindi non possiamo parlare di crisi produttiva.
Ma non possiamo nemmeno minimizzare il dato.
Gli studi a 3 riuniti sono stati spesso, nelle rendicontazioni precedenti, una delle categorie più efficienti e stabili del campione. A settembre, invece, mostrano una forte polarizzazione: pochi studi performano in modo eccezionale, mentre la grande maggioranza non raggiunge il budget.
Il tema, quindi, non è la resa minima. Il tema è la diffusione della performance.
La categoria mantiene una buona capacità produttiva, ma perde continuità nel raggiungimento degli obiettivi. Questo rende settembre un mese da osservare con attenzione, soprattutto per una tipologia di studio che in passato aveva spesso rappresentato uno dei modelli più equilibrati.

Studi a 4 riuniti
Gli studi a 4 riuniti rappresentano la categoria relativamente più equilibrata del mese.
Il campione si divide esattamente a metà: il 50% raggiunge e supera il budget, mentre il restante 50% non lo raggiunge.
Gli studi in target superano mediamente il budget del 25,42%.
Questa fascia aveva un target medio già molto ambizioso, pari a 119.890 euro, e ha realizzato un fatturato medio pari a 145.431 euro. La resa media per riunito è stata pari a 36.356 euro.
Gli studi fuori target avevano anch’essi un obiettivo importante, pari a 112.130 euro, e hanno raggiunto mediamente l’80,60% del budget. Il fatturato medio realizzato è stato pari a 91.000 euro, con una resa media per riunito pari a 22.753 euro.
Il dato conferma una dinamica già vista in altri mesi: nei 4 riuniti la produttività può essere molto elevata, ma la differenza tra fascia in target e fascia fuori target dipende dalla capacità di governare la complessità della struttura.
La distanza tra le due fasce è infatti significativa.
Gli studi in target registrano una resa pari a 36.356 euro per riunito, mentre quelli fuori target si fermano a 22.753 euro.
Entrambi i valori sono sopra il benchmark di riferimento, ma la differenza è ampia.
Questo significa che nei 4 riuniti non basta avere una struttura più grande. Serve una capacità organizzativa superiore: agenda, distribuzione dei carichi clinici, saturazione dei riuniti, coordinamento del team e conversione dei piani di cura devono lavorare insieme.
Settembre conferma quindi che gli studi a 4 riuniti hanno un potenziale molto elevato, ma anche un livello di complessità gestionale che non può essere lasciato all’improvvisazione.

Studi oltre 5 riuniti
Gli studi oltre 5 riuniti presentano un dato solo apparentemente negativo.
Nessuno studio della categoria raggiunge formalmente il budget, ma il livello medio di raggiungimento è pari al 99% dell’obiettivo assegnato.
Il target medio attribuito è stato pari a circa 225.000 euro, mentre il fatturato medio realizzato è stato pari a circa 220.500 euro.
La resa media per riunito è stata pari a 36.700 euro, il valore più alto tra tutte le categorie analizzate.

In questo caso, dire semplicemente che nessuno studio ha raggiunto il budget sarebbe tecnicamente corretto, ma gestionalmente fuorviante.
La categoria manca il target per pochissimo e conferma la maggiore capacità produttiva del campione.
Qui il tema non è la produttività. Il tema è l’estrema ambizione degli obiettivi assegnati.
Le strutture più grandi lavorano su budget molto elevati e su una macchina organizzativa complessa. Anche piccoli scostamenti possono determinare il mancato raggiungimento formale dell’obiettivo.
A settembre, però, gli studi oltre 5 riuniti dimostrano una tenuta molto forte: arrivano al 99% del target e registrano una resa media per riunito superiore ai 36.000 euro.
È quindi un fuori target tecnico, non sostanziale.

Confronto con settembre 2025
Il confronto con settembre 2025 rende ancora più chiara la lettura del mese.
A settembre 2025 il 66,67% degli studi aveva raggiunto il budget, mentre il 33,33% non lo aveva raggiunto.
A settembre 2026, invece, gli studi in target scendono al 37,93%, mentre quelli fuori target salgono al 62,07%.
La riduzione è significativa: circa 28,74 punti percentuali in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Questo dato va detto con chiarezza: settembre 2026 è molto più debole di settembre 2025 nella capacità di raggiungere il budget.
Nel 2025 settembre aveva segnato una ripresa post-estiva positiva. Dopo il calo di giugno e la pausa estiva, il campione era ripartito con il 66,67% degli studi in target.
Nel 2026, invece, settembre non riesce a recuperare la traiettoria forte del primo semestre.
Tuttavia, il confronto anno su anno non può fermarsi alla sola percentuale di studi a budget.
Nel 2026 la resa media complessiva per riunito è pari a 26.021,44 euro. Anche gli studi fuori target mantengono una resa media di 22.967 euro.
Questo significa che settembre 2026 è più debole sul piano del raggiungimento degli obiettivi, ma non necessariamente sul piano della capacità produttiva.
Il problema non è che gli studi non producono.
Il problema è che non producono abbastanza rispetto ai budget che si erano dati.
Per categoria, il confronto rafforza questa lettura.
Nei 2 riuniti, settembre 2025 mostrava il 70% degli studi in target, mentre settembre 2026 si ferma al 45,45%. La resa, però, resta buona anche nella fascia fuori target, pari a circa 20.715 euro.
Nei 3 riuniti, il confronto è ancora più netto: nel 2025 il campione era diviso a metà tra studi in target e fuori target; nel 2026 solo il 14,29% raggiunge il budget. È il segnale gestionale più critico del mese.
Nei 4 riuniti, settembre 2025 registrava il 62,50% degli studi in target; nel 2026 la quota scende al 50%. La flessione è presente, ma meno marcata rispetto ad altre categorie. Le rese, inoltre, restano molto elevate.
Negli studi oltre 5 riuniti, il confronto è più delicato: nel 2025 la categoria raggiungeva il budget, mentre nel 2026 nessuno studio lo raggiunge formalmente. Tuttavia, il raggiungimento medio del 99% e la resa per riunito pari a 36.700 euro indicano che il dato 2026 non può essere letto come una reale debolezza.
La sintesi è quindi questa: rispetto a settembre 2025, settembre 2026 mostra una ripartenza post-estiva più lenta, meno diffusa e meno efficace nel raggiungimento dei budget. Tuttavia, le rese per riunito confermano che la capacità produttiva del campione resta elevata.

Settembre rallenta, ma il progressivo gennaio-settembre resta positivo
Per giudicare correttamente il mese, occorre però allargare lo sguardo al progressivo dell’anno.
Da gennaio a settembre 2026, sull’intero campione statistico osservato, il target medio attribuito è stato pari a 579.005,49 euro.
Il fatturato medio ottenuto è pari a 625.142,53 euro.
La resa media per riunito è pari a 23.063,98 euro.
Questo significa che, nonostante la difficoltà emersa a settembre, il campione resta complessivamente sopra il target assegnato nel progressivo gennaio-settembre.
Lo scostamento positivo medio è pari a circa 46.000 euro, con una crescita intorno all’8% rispetto al target attribuito.
Questo dato è importante perché impedisce una lettura eccessivamente negativa del mese.
Settembre è debole nella diffusione del raggiungimento del budget, ma non compromette la traiettoria positiva costruita nei primi nove mesi dell’anno.
Anche l’analisi per categoria conferma questa lettura.

Progressivo gennaio-settembre per categoria
Negli studi a 2 riuniti, il target medio attribuito nel periodo gennaio-settembre è pari a 290.824,45 euro, mentre il fatturato medio realizzato è pari a 313.984,54 euro.
La categoria è quindi sopra il target assegnato, ma la resa media per riunito si ferma a 19.029,37 euro, quindi sotto il benchmark dei 20.000 euro.
Questo dato va letto con attenzione: i 2 riuniti raggiungono il risultato economico complessivo, ma devono ancora consolidare pienamente l’efficienza unitaria.
Negli studi a 3 riuniti, il target medio gennaio-settembre è pari a 603.198,18 euro, mentre il fatturato medio realizzato è pari a 649.332,79 euro.
La resa media per riunito è pari a 24.049,36 euro.
Questo dato è particolarmente importante alla luce del settembre difficile. La categoria ha avuto una ripartenza debole, ma il progressivo annuo resta positivo e conferma una buona solidità costruita nei mesi precedenti.
Negli studi a 4 riuniti, il target medio gennaio-settembre è pari a 862.463,38 euro, mentre il fatturato medio realizzato è pari a 939.935,34 euro.
La resa media per riunito è pari a 26.109,32 euro.
È una delle categorie più solide nel progressivo annuo. Nonostante la complessità organizzativa, i 4 riuniti confermano una capacità importante di generare fatturato e mantenere una resa superiore ai benchmark di riferimento.
Negli studi oltre i 4 riuniti, quindi dai 5 riuniti a salire, il target medio gennaio-settembre è pari a circa 1.550.000 euro, mentre il fatturato medio ottenuto è pari a circa 1.630.000 euro.
La resa media per riunito è pari a circa 31.000 euro.
Questa categoria conferma la resa più alta del campione nel progressivo annuo. Anche il dato di settembre, pur formalmente sotto budget, va letto dentro una traiettoria complessivamente positiva e molto solida.
Il progressivo gennaio-settembre ci consente quindi di formulare un giudizio equilibrato: settembre è un segnale da monitorare, ma non rappresenta una rottura del percorso annuale.


Settembre 2026 ci ricorda un principio fondamentale del controllo di gestione odontoiatrico: il raggiungimento del budget e la resa per riunito devono essere letti insieme, ma non dicono la stessa cosa.
La resa per riunito misura la qualità dell’utilizzo della struttura.
Il budget misura la capacità di raggiungere un obiettivo economico programmato.
A settembre, la resa resta elevata. Ma il budget viene raggiunto da una quota minoritaria del campione.
Questo significa che il problema non è la mancanza di produzione. Il problema è la distanza tra produzione realizzata e obiettivi assegnati.
È qui che il controllo di gestione diventa decisivo.
Non basta sapere quanto ha prodotto uno studio. Bisogna capire se quella produzione è coerente con la struttura, con i costi, con gli obiettivi, con il numero di riuniti disponibili e con la capacità organizzativa dello studio.
Settembre dimostra che dopo una pausa estiva non è sufficiente riaprire lo studio per tornare automaticamente sui livelli del primo semestre.
La ripartenza va pianificata.
Le agende vanno ricostruite prima della chiusura.
I richiami devono essere programmati.
I piani di cura devono essere seguiti.
Il team deve rientrare dentro una direzione chiara.
Senza questa preparazione, anche studi con buone rese per riunito possono non riuscire a raggiungere il budget.

Il ruolo del modello Win-Win
Anche il modello Win-Win trova in settembre una conferma importante.
Gli studi che lavorano sulla prevenzione, sulla continuità dei percorsi, sui richiami, sul follow-up e sulla pianificazione clinica sono quelli che hanno maggiori possibilità di ridurre la volatilità dopo i periodi di pausa.
Quando il paziente è inserito in un percorso, la produzione non dipende solo dall’urgenza o dalla casualità della ripartenza.
Lo studio può contare su agende più prevedibili, controlli programmati, percorsi di cura già avviati e una relazione più stabile con il paziente.
Questo non elimina le difficoltà di settembre, ma le rende più governabili.
Nel modello Win-Win vince il paziente, perché viene seguito in modo continuativo e non episodico.
Vince lo studio, perché riduce la dipendenza dalla produzione casuale e migliora la prevedibilità economica.
Vince il team, perché lavora dentro un sistema più ordinato, meno soggetto a strappi e ripartenze improvvisate.
Settembre 2026 mostra proprio questo: dove la pianificazione della ripresa non è sufficientemente forte, anche una buona capacità produttiva può non bastare.

Conclusione
Settembre 2026 è un mese da leggere con attenzione e senza semplificazioni.
Il dato del 37,93% di studi in target è basso, soprattutto se confrontato con il 66,67% registrato a settembre 2025 e con i risultati molto forti del primo semestre 2026.
La ripartenza post-estiva è stata lenta.
Gli obiettivi erano ambiziosi.
Una parte significativa del campione non è riuscita a raggiungerli.
Allo stesso tempo, però, la resa media per riunito resta pari a 26.021,44 euro, e anche gli studi fuori target mantengono una resa media pari a 22.967 euro.
Questo impedisce di parlare di crisi produttiva.
Il giudizio più corretto è un altro: settembre 2026 evidenzia una difficoltà gestionale nella ripartenza, non un crollo della capacità produttiva.
Il confronto con settembre 2025 mostra una flessione netta nella percentuale di studi che raggiungono il budget. Il progressivo gennaio-settembre, però, resta positivo: il campione ha un fatturato medio di 625.142,53 euro contro un target medio di 579.005,49 euro.
La vera lezione del mese è quindi questa: produrre bene non basta più.
Gli studi devono produrre in modo coerente con gli obiettivi, con la struttura e con la pianificazione.
Settembre non segnala un settore debole. Segnala un settore più esigente, nel quale la qualità della ripartenza, la programmazione dell’agenda e la continuità dei percorsi di cura diventano decisive.
La differenza, ancora una volta, non è tra studio piccolo e studio grande.
La differenza è tra studio che subisce la ripartenza e studio che la prepara.

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