Il mese di maggio 2026 rappresenta uno dei risultati più significativi dall’inizio delle rendicontazioni sul mondo odontoiatrico.
Il dato complessivo è molto positivo, ma va letto con attenzione. Non racconta semplicemente un settore che cresce. Racconta soprattutto un settore che sta diventando più selettivo, dove la differenza tra studi organizzati e studi meno strutturati diventa sempre più evidente.
Nel maggio 2025 gli studi che avevano raggiunto il budget erano pari al 65,62%. Nel maggio 2026 questa percentuale sale all’82,14%.
Si tratta di un incremento di oltre 16 punti percentuali in dodici mesi, pur considerando che la composizione del campione potrebbe non essere perfettamente identica rispetto all’anno precedente.
Parallelamente, la quota di studi che non raggiunge il budget si riduce dal 34,38% al 17,86%.
Il dato è forte perché oggi oltre quattro studi su cinque riescono a raggiungere o superare l’obiettivo economico prefissato. Tuttavia, la vera lettura non deve fermarsi alla percentuale complessiva. Occorre capire dove nasce questa crescita e quali differenze si stanno creando all’interno delle singole categorie di studio.
L’82,14% degli studi che raggiunge il budget lo supera mediamente del 16,27%, mentre il restante 17,86% raggiunge comunque il 79,02% del budget assegnato.
Il sistema, nel suo complesso, appare più stabile rispetto a un anno fa. Ma all’interno di questa stabilità emergono divari importanti.
Studi a 2 riuniti, una categoria efficiente ma molto sensibile alla saturazione
Gli studi a 2 riuniti confermano una buona capacità di raggiungere il budget.
Il 70% del campione raggiunge e supera l’obiettivo mensile, migliorando il risultato ottenuto nel maggio 2025.
La fascia performante registra un superamento medio del budget pari al 23,39%, una resa per riunito pari a 28.454,80 euro e un fatturato medio pari a 56.909,61 euro.
Il confronto con maggio 2025 è significativo. Un anno fa la resa media per riunito degli studi a 2 riuniti era pari a 20.628,48 euro. Nel 2026, la fascia performante supera abbondantemente i 28.000 euro per riunito.
Questo conferma che il modello snello può generare risultati molto elevati quando l’agenda è piena, programmata e correttamente gestita.
Tuttavia, proprio in questa categoria emerge anche una criticità evidente.
Il 30% degli studi che non raggiunge il budget si ferma a una resa per riunito pari a 10.994,79 euro e a un fatturato medio di 21.989,58 euro. Inoltre, raggiunge soltanto il 67,07% del budget assegnato.
Questo dato non va minimizzato. Nei piccoli studi, la perdita di saturazione dell’agenda produce effetti immediati e molto rilevanti. La struttura è più agile, ma anche più fragile. Quando manca continuità, il riunito perde rapidamente efficienza.
La lezione è chiara, nei 2 riuniti la differenza non la fa solo la dimensione contenuta, ma la capacità di mantenere piena e coerente la programmazione.
Studi a 3 riuniti, ritorna la categoria simbolo dell’equilibrio
Nel maggio 2025 gli studi a 3 riuniti rappresentavano la categoria più performante del settore.
Nel maggio 2026 il dato viene sostanzialmente confermato.
L’85,71% degli studi raggiunge e supera il budget. La fascia in target registra un superamento medio del 12%, una resa per riunito pari a 25.274,22 euro e un fatturato medio pari a 75.822,66 euro.
Il dato più interessante riguarda però il restante 14,29%.
Pur non raggiungendo formalmente il budget, questi studi arrivano al 94,80% dell’obiettivo assegnato e registrano valori produttivi molto elevati, con una resa per riunito pari a 31.400 euro e un fatturato medio pari a 94.202 euro.
Questo significa che il mancato raggiungimento del budget non dipende da una bassa produttività, ma da obiettivi probabilmente più ambiziosi.
È un passaggio importante, perché ci ricorda che il budget non misura solo quanto uno studio produce, ma anche quanto è sfidante il target assegnato.
La categoria dei 3 riuniti si conferma quindi tra le più equilibrate, perché riesce a coniugare dimensione, controllo operativo e capacità produttiva.
Studi a 4 riuniti, risultati molto forti e quasi totalità del campione in equilibrio
La categoria dei 4 riuniti mostra una delle performance più solide del mese.
Il 90% del campione raggiunge e supera il budget, con un superamento medio pari al 13,80%.
Il restante 10% non supera formalmente il budget, ma arriva al 99% dell’obiettivo assegnato.
Di fatto, l’intera categoria si colloca in prossimità o al di sopra del budget mensile.
La fascia performante registra una resa per riunito pari a 29.877,20 euro e un fatturato medio pari a 119.509 euro.
Anche il piccolo gruppo non in target mantiene risultati elevati, con una resa per riunito pari a 25.140 euro e un fatturato medio pari a 100.600 euro.
Il confronto con maggio 2025 è molto interessante. Dodici mesi fa la resa media per riunito era pari a 23.704,37 euro. Nel 2026, la fascia performante sfiora stabilmente i 30.000 euro per riunito.
Questo dato conferma che gli studi a 4 riuniti, quando sono ben organizzati, possono rappresentare uno dei modelli più efficienti. Tuttavia, proprio per la loro dimensione intermedia, richiedono un livello di coordinamento più alto rispetto agli studi più piccoli.
Non basta avere più riuniti. Serve una gestione capace di distribuire correttamente carichi di lavoro, percorsi clinici e agende.
Studi da 5 riuniti a salire, la trasformazione più evidente
Il dato più rilevante dell’intera rendicontazione riguarda probabilmente le strutture più grandi.
Nel maggio 2025 soltanto il 33,33% degli studi con 5 riuniti o più raggiungeva il budget.
La resa per riunito si attestava a 19.734,38 euro e il fatturato medio era pari a 118.406,29 euro.
Nel maggio 2026 lo scenario cambia radicalmente.
Il 100% degli studi raggiunge e supera il budget, con un superamento medio di circa il 14%.
La resa per riunito sale a circa 34.000 euro, mentre il fatturato medio raggiunge circa 205.000 euro.
In un anno la crescita è evidente.
Ma anche qui è importante evitare una lettura superficiale. Le grandi strutture non crescono solo perché sono grandi. Crescono quando riescono a trasformare la complessità in organizzazione.
Uno studio con molti riuniti può diventare molto efficiente, ma solo se dispone di processi, controllo, agenda, protocolli e direzione gestionale.
Diversamente, la dimensione può diventare un problema invece che un vantaggio.
Il dato di maggio 2026 mostra che, almeno nel campione analizzato, molte grandi strutture sembrano aver compiuto un salto di maturità organizzativa.
Il benchmark della resa per riunito sta cambiando
Rileggendo oggi la rendicontazione di maggio 2025 emerge un elemento centrale.
Un anno fa consideravamo oltre 20.000 euro per riunito come livello di eccellenza, tra 15.000 e 20.000 euro come fascia di sostenibilità e sotto 15.000 euro come area critica.
I dati del 2026 suggeriscono una lettura più evoluta.
Il benchmark dei 20.000 euro resta una soglia minima importante per valutare la sostenibilità operativa dello studio.
Tuttavia, per gli studi più organizzati, il livello di riferimento si sta progressivamente spostando più in alto.
Oggi molte strutture performanti lavorano stabilmente tra 25.000 e 35.000 euro per riunito.
Questo non significa che il benchmark storico fosse sbagliato. Significa che il settore sta evolvendo e che il controllo di gestione sta contribuendo ad alzare gli standard attesi per gli studi che lavorano in modo strutturato.
Il ruolo del modello Win-Win
L’analisi degli ultimi dodici mesi mostra una correlazione sempre più evidente.
Gli studi che ottengono i risultati migliori sono quelli che lavorano sulla prevenzione, strutturano il follow-up, pianificano i percorsi di cura e organizzano le agende con maggiore anticipo.
Il modello Win-Win non va inteso come uno slogan, ma come un modello operativo.
Quando il paziente è inserito in un percorso di prevenzione e cura, lo studio non lavora solo sull’urgenza o sull’occasione. Lavora sulla continuità.
Questo produce effetti concreti, maggiore prevedibilità economica, minore volatilità mensile, migliore saturazione delle agende e maggiore qualità clinica.
Il Win-Win si vede nei numeri quando la prevenzione diventa pianificazione e quando la pianificazione genera stabilità.
Conclusioni
Maggio 2026 rappresenta uno dei risultati più significativi dall’inizio delle rendicontazioni.
La percentuale di studi in target cresce in modo importante rispetto a maggio 2025, la resa per riunito aumenta in molte categorie e le strutture più grandi mostrano una trasformazione evidente.
Tuttavia, il messaggio più importante non è semplicemente che il settore cresce.
Il messaggio più importante è che il settore cresce soprattutto quando è organizzato.
Dove ci sono pianificazione, controllo, follow-up e gestione dell’agenda, i risultati migliorano e diventano più prevedibili.
Dove questi elementi mancano, anche studi potenzialmente efficienti possono mostrare performance molto deboli.
La vera differenza continua a non essere solo la dimensione dello studio.
La vera differenza è la capacità di governare il modello gestionale.
E i numeri di maggio 2026 lo confermano con particolare chiarezza.








